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I 5 piatti di San Valentino che ci hanno stancato

Scritta da blogsicilia.com

Iniziamo col dire che non c’è alcun medico al mondo che prescrive di andare a cena fuori con la propria metà a San Valentino. Tuttavia per noi il 14 febbraio è un’occasione come un’altra per celebrare la più importante delle storie d’amore: quella con il cibo. Peccato che, come accade per i dolci, ancora troppi ristoranti stentano a credere che sia possibile allargare il menu a ingredienti afrodisiaci diversi dal solito peperoncino e cioccolato. Così abbiamo deciso di compilare una lista con i piatti di San Valentino che ci hanno stancato. Se quella sera volete portarci a cena, controllate il menu: siete avvisati.

  1. Cioccolato. Intendiamoci: il cioccolato è buonissimo, sarebbe una vita grama senza. Ma questo ingrediente dalle note proprietà corroboranti, non fa da afrodisiaco solo durante le cene di San Valentino. Inoltre è un alimento che, grazie al lavoro di ricerca degli chef più illuminati, può impreziosire piatti salati. Quindi basta con i cioccolatini da mangiare solo il 14 febbraio o torte a forma di cuore spolverati di zucchero a velo. La sintesi del male: il tortino di cioccolato con il cuore fondente al peperoncino.
  2. Peperoncino. Spesso abbinato al cioccolato e consumato in quei casi sotto forma di pralina, il peperoncino è noto sin dalla notte dei tempi per essere un afrodisiaco naturale. Unito al cioccolato, ne esalta il sapore. Per movimentare un po’ la serata di San Valentino e scoprire se il vostro commensale vi ama veramente, mettetelo alla prova con un piatto di spaghetti aglio, olio e naturalmente peperoncino. Sotto il Peperoncino calabrese non è vero amore.
  3. Bistecca alla San Valentino. Dietro questo nome altisonante si nasconde una banalissima bistecca al sangue. La verità è che, se in tutti gli altri giorni dell’anno il vostro partner mangia carne ben cotta, avete sbagliato commensale. Magari, per dimostrarvi la sua fame, si spingerà fino a mostrare il suo lato carnivoro verace e ordinerà – inconsapevole – la famigerata bistecca. Se siete ostaggio di questa sventura, ordinate un piatto da lasciargli per evitare di lasciarlo – in tutti i sensi – a bocca asciutta.
  4. Riso venere. Conosciuto per le sue caratteristiche organolettiche, curative e soprattutto afrodisiache, questo riso nero è diventato famoso in tutto il mondo con il nome riso Venere. La sapiente operazione di marketing ha spinto i ristoratori a cucinarlo in ogni modo, arrivando persino ad arrotolarlo negli uramaki. Ecco, anche basta. Preferiamo tornare a desiderarlo con nostalgia esotica, mentre decidiamo in estate come preparare l’insalata di riso.
  5. Body sushi. A proposito di sushi. Quello continuiamo ad amarlo. Un’autentica cena giapponese è la scelta più saggia per evitare che la digestione spenga la passione. Rifuggite però da chi suggerisce di sfruttare la potenza del food delivery per ordinarne un bel numero di pezzi da usare nel body sushi. Questo immaginario primo anni Duemila l’abbiamo ormai messo in soffitta insieme ai dvd di Sex and the City. E non finiremo come Samantha.

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